sempre in viaggio

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venerdì, 10 luglio 2009

ascolto aeon di antony and the johnsons. in realtà dovrei lavorare ma oggi non mi va. ascolto aeon. cerco di incanalarmi verso pensieri positivi. cosa non facile oggi. vuoi per il cielo un po' grigio, vuoi per il ciclo, vuoi perché è venerdì, vuoi perché ieri era giovedì e hai portato anche lei. lei che mi ha fulminato con un secco ciao. lei che non mi ha degnato di uno sguardo. lei che faceva fatica a rispondere alle mie domande stupide. lei che mi odia, quando invece è te che dovrebbe odiare. io sono vittima quanto lei, soltanto più consapevole. rimetto aeon. la riascolto per l'ennesima volta. alzo il volume. oh aeon my baby boy. bella aeon, mi fa pensare cose belle di me. mi piace aeon e mi piaccio io. ne ho bisogno adesso, di piacermi. mi sento un po' come la melato quando lui la chiama puttana industriale. io puttana industriale, sì. di lei so che ascolta vasco rossi. va in giro mezza nuda. ha dieci anni meno di me. non parla, fuma, mangia i formaggi. io invece bevo birra, ho lo stomaco chiuso. anche se è l'una di notte ed ho mangiato solo un panino a pranzo. anzi no, ho mangiato anche un dolcetto siciliano che mi ha comprato gigi. ho bevuto cinque caffè però. reggo bene. e parlo e sono anche simpatica. lei mi da le spalle e non parla, risponde con monosillabi soltanto alle domande degli altri. sembra infelice. non più di tanti, non più di me che provo una grande pena per lei. ma faccio finta di niente. finta, puttana industriale. rimetto aeon, finché si scarica la batteria dell'ipod.

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domenica, 05 luglio 2009

dico cose a caso... apprezzare l'onestà di un bugiardo, ci vuole talento, no? giù, applausi! però mantenere il distacco consente di tenere il coltello dalla parte del manico. perché mi chiami, se non hai niente da dire? io odio i silenzi al telefono, si riempiono sempre di banalità, tipo il frullino che mi sono scordata di riportarti. facile mandare messaggini vuoti. facile quanto inutile. è tutto così veloce. un mese e sembra... vabbè. ci si stanca in un mese, a volte anche in meno. come tutte le passioni... sono fuochi che si spengono. i dolci, sì i dolci e giù un inverno a sfornare biscottini al tè matcha o zimstern non mi ricordo neanche più se si chiamavano così... gli origami, e giù a piegare fogli colorati per farne fiori, animaletti... le piante, e sì è vero che per quelle esiste quantomeno un'attenuante, sono loro che si sono ribellate. le amicizie, alcune amicizie. gli amori... i giochi. non si capisce se sono loro che cambiano o io che semplicemente cambio prospettiva. anzi forse lo so. è che dopo un po' diventano facili e non ci si prende più gusto. diventa un esercizio meccanico, sterile senza più quella componente ludica, senza la sfida. dai, che gusto c'è? quando è tutto chiaro e riesci a prevedere anche le mosse dall'altra parte, significa che devi cambiare gioco o quantomeno trovare un compagno più scaltro, più bravo di te. tutto qui. qualcuno sa dirmi come riprodurre un bassotto con un foglio quadrato 15X15? quello non mi è riuscito. la verità è che non sono arrabbiata. è solo che anche oggi ascolto blue valentine, ma è un caso.

Postato da: sempreinviaggio a 13:14 | link | commenti |

martedì, 10 marzo 2009

a good man is hard to find
only strangers sleep in my bed
my favorite words are good-bye
and my favorite color is red

[siv in tom waits mood]

Postato da: sempreinviaggio a 09:52 | link | commenti (1) |

giovedì, 26 febbraio 2009

ferite enormi già guarite come se non ti avessi incontrato mai ma d'altra parte tu sei più felice se mi confondi con qualcuno dentro al tram

(moltheni in salotto, wow)

Postato da: sempreinviaggio a 22:19 | link | commenti |

martedì, 24 febbraio 2009

se qualcuno si illuminasse leggendo baricco su repubblica stamattina io potrei iniziare a pagare il canone per esempio.

Postato da: sempreinviaggio a 09:16 | link | commenti |

mercoledì, 18 febbraio 2009

strategia dei lemmings?

Postato da: sempreinviaggio a 08:48 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 febbraio 2009

che sbadata, come al solito non ci avevo capito niente. poi leggo cose come queste e rinsavisco. 
sempre a rincorrerla la perfezione - senza peraltro mai raggiungerla, va detto - non sbagliare e fare sempre la cosa giusta. e invece non è affatto così che deve essere. perché dice lui:
rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. ma se ci riuscite... beh, siete fortunati!
ecco, non lo so se sto diventando matta, ma è questo che penso negli ultimi giorni. ed pensare questo che mi fa stare quasi bene. nonostante tutto.

Postato da: sempreinviaggio a 10:05 | link | commenti |

mercoledì, 11 febbraio 2009

cose così possono mettere di buon umore.
dunque: abbiamo un leader senza partito (fini) e un partito senza leader (pd).
si fa una joint venture?

Postato da: sempreinviaggio a 10:51 | link | commenti |

domenica, 01 febbraio 2009

domenica pomeriggio. silenzio telefono muto nessuna nuova mail, quasi mi andrebbe un thè, ché ho sfornato tanti di quei biscottini. mi andrebbe anche un cinemino che però è complicato questo sì, quello no, non posso... mi andrebbe anche camminare, ancora, camminare da sola. sola nel senso che non deve esserci nessuno intorno. ripiegare tutti i pensieri e riporli nell'apposito cassetto. che non è detto che si debbano tirare fuori per forza, non tutti insieme almeno. alcuni poi sono così vecchi e consunti che forse sarebbe meglio darli via o magari buttarli. potrebbe essere un'alternativa al moment. avrei voglia anche di discorsi più importanti, perché parlare del tempo o della giornata trascorsa? cosa c'è di tanto importante? parliamo del resto della settimana. io non ci sono stata.
ok, ordiniamo una pizza.

Postato da: sempreinviaggio a 18:42 | link | commenti (2) |

mercoledì, 10 dicembre 2008

è come una casa rimasta vuota ormai. e quindi nessuno bussa più alla porta, nessuno chiama più a questo numero. e la polvere aumenta e aumenta e inizia a ricoprire i mobili, così passo di tanto in tanto giusto per una spolveratina, per aprire un pò le finestre e cambiare aria, controllare la posta. non ho più neanche la scusa delle piante ché ormai sono tutte andate. è tutto chiuso, ma ho ancora le chiavi e allora un pò per nostalgia un pò per abitudine ogni tanto vengo ad aprire. e a volte penso che sì, non abbiamo mai fatto grandi feste qui, ci si incontrava in pochi, per un caffè o un the, e si facevano chiacchiere da caffè appunto, mica cene o grandi pranzi. si stava qui in jeans e scarpe da ginnastica a scambiarsi dei pensieri, a leggersi delle cose, o semplicemente a guardare fuori dalla finestra, a dirsi cose anche banali ma vere. un angolo di intimità. incontaminato. magari anche sterile ma incontaminato. un po' per necessità e un po' per gioco è iniziato e un po' per necessità e un po' per gioco è finito. abbiamo smesso di incontrarci e di parlarci. eppure quando vengo qui, a volte mi manca quel circoletto. e così mi piacerebbe ogni tanto aprire e trovare un bigliettino infilato sotto la porta. qualcosa del tipo passavo di qua e ho voluto lasciare un saluto, o anche un semplice è tanto che non ci si sente, e come stai?
anzi facciamo che comincio io, lo lascio io il primo bigliettino.

Postato da: sempreinviaggio a 18:18 | link | commenti |